14.7.08

the comedian: la vera storia di ohdaesu/3

Non appena vidi tutti quegli sbirri gironzolare per la hall dell'Hotel Zarif, dove viveva JerryGarcia, capii che avrei fatto meglio a restarmene a casa.
Il mezzo polacco che stava dietro il lercio bancone della reception non rispose alla mia richiesta.
"JerryGarcia" ripetei "Jerry l'Orbo".
Il tizio, invece di darmi retta, lanciò un'occhiata a un giovane poliziotto in uniforme, che si avvicinò subito.
"E' un amico di Mr. Garcia?", chiese lo sbirro con aria professionale.
"No" risposi io, rimettendomi l'impermeabile, pronto a tornare alla macchina.
"Come conosce allora Mr. Garcia?", chiese ancora lo sbirro.
Io mi guardai intorno.
C'era Kovalsky, della scientifica, che scendeva per le scale tutto accaldato.
"Non lo conosco. Qualcuno mi ha detto che forse si tratta di un certo Garcia che conoscevo anni fa. Volevo appurare se la gente mi dà informazioni affidabili oppure no"
"E questo Garcia che conosceva anni fa che lavoro faceva?"
Cineblogger, mi venne di rispondere. Ma era una parola senza senso, ormai. Soprattutto in quella fetida cittadina della California, nel 2020.
"Thompson, ci penso io", disse una voce che conoscevo.
"Tenente McArmond", dissi, facendo un cenno di saluto col capo.
McArmond allontanò il ragazzo con una mano e mi squadrò col suo solito sorriso sprezzante.
"Detective, se voleva fare due chiacchiere con Jerry l'Orbo, qualcuno è stato più svelto di lei"
"La puntualità non è mai stata il mio forte", dissi.
McArmond si allentò la cravatta.
"Cosa sa di Jerry l'Orbo?" mi chiese poi.
"Qualcuno mi ha detto che era un tipo che conoscevo. Ero venuto a controllare"
"Quindi non lo conosceva?"
Imperfetto. R.I.P.
Feci di no con la testa.
"Ho sentito il suo nome un paio di volte", aggiunsi "Sapevo che frequentava la palestra di Mug Hartley"
McArmond annuì.
"Su c'è qualche roba in italiano. Vorrei che ci desse un'occhiata", disse il Tenente.
"Una volta al distretto era pieno di Italiani" dissi io.
"Una volta da queste parti non c'erano maniaci che soffocavano le vittime con pagine di filosofia e gli tagliavano via tutte le dita. Le cose cambiano, Ohdaesu"
Mi accesi una sigaretta e feci segno a McArmond di farmi strada.
La stanza di Jerry era nel caos.
Ma non c'era nessun segno di lotta. Era la confusione che avreste potuto trovare nel mio stanzino. Cartacce, vestiti buttati dappertutto, bottiglie di brandy scadente.
La vittima era ancora legata alla sedia. La testa rovesciata all'indietro.
La bocca e le narici piene di cartacce.
Due assistenti della scientifica stavano estraendo la palla di carta dalla bocca di JerryGarcia.
Cinema e Psicanalisi di Christian Metz.
Un altro gli stava slegando i polsi.
Le dita delle mani erano state mozzate.
Sulla parete dietro il cadavere c'era una scritta fatta col sangue della vittima.
"Come ha fatto a legare un tizio grosso e muscoloso come questo senza colluttazione?" si chiese a voce altra McArmond.
Poi mi diede una busta piena di ritagli di giornali, mentre io cercavo di mettere a fuoco quel volto, provando a sottrargli mentalmente quei dieci anni di esilio, di disperazione, di Hotel Zarif.
"Che roba è?" mi chiese il Tenente.
Sfogliai gli articoli dentro la busta.
Giornali italiani.
24 settembre 2008: "BONDI: IL PRINCIPALE NEMICO DELLA CULTURA ITALIANA E' IL DISFATTISMO DI MOLTI CONCITTADINI - Il Ministro parla agli studenti di cinema della Sapienza e mette in guardia dalla tentazione di parlar male, sempre e comunque, dei cineasti italiani"
1 ottobre 2008: "UN GRUPPO DI "SAGGI" PER RILANCIARE IL CINEMA ITALIANO - Il Ministro Bondi visita il set di "Barbarossa", nuovo film di Renzo Martinelli e sottolinea la necessità di sostenere il cinema italiano"
6 ottobre 2008: "IL CINEMA COME IL CALCIO: TUTTI VOGLIONO ESSERE CT - Intervista al regista Pasquale Squitieri: "In Italia tutti si credono critici. E per essere critici in voga bisogna osannare il cinema straniero a scapito del cinema italiano"
22 ottobre 2008: "PRESTO UN UFFICIO GOVERNATIVO PER IL RILANCIO DEL CINEMA ITALIANO - Il ministro Bondi al Festival del Film di Roma: Servono controllo di qualità, investimenti e amore per il nostro straordinario paese"
2 dicembre 2008: "MARTINELLI DIRETTORE DELL'AGENZIA PER LA TUTELA DEL CINEMA ITALIANO - Il neodirettore dell'ATCI attacca l'esterofilia a tutti costi e propone un portale web per la promozione del cinema italiano"
18 gennaio 2009: "RENZO MARTINELLI: IL CINEMA ITALIANO UCCISO DA INTERNET - Secondo il direttore dell'ATCI non è ammissibile che chiunque possa improvvisarsi critico su internet e danneggiare l'immagine del nostro cinema e del nostro paese"
31 gennaio 2009: "GRILLO: IN PIAZZA CONTRO LA CENSURA INFORMATICA - Il comico genovese tuona dal suo blog contro il ddl Bondi che introduce l'istituzione dell'albo nazionale dei blog"
3 febbraio 2009: "VELTRONI: LEGGE BONDI INCOSTITUZIONALE, LIMITA LA LIBERTA' DI PAROLA"
4 febbraio 2009: "SANDRO BONDI: LA REGISTRAZIONE SERVE AD ASSICURARE QUALITA' AI LETTORI - Il Ministro Bondi chiarisce: "Nessuna censura ma più trasparenza. I lettori meritano di essere tutelati e di sapere chi è e che competenze ha chi scrive sui blog"
1 marzo 2009: "FIDUCIA SUL PACCHETTO ITALIANITA': 1 EURO DI SCONTO SUI FILM ITALIANI, REGISTRAZIONE PER I SITI WEB DI CINEMA, CREDITO D'IMPOSTA PER LE PRODUZIONI CHE CELEBRANO GLI EROI DELLA STORIA ITALIANA"
3 marzo 2009: "RUTELLI: CONTROLLO MA BIPARTISAN - E' vero che Internet senza freni può essere un pericolo, ma servono organismi di tutela plurali e slegati dalle logiche di partito"
23 marzo 2009: "L'ATCI REGOLERA' L'ATTIVITA' CRITICA SU INTERNET - Il direttore Martinelli: Sì alle riviste specializzate, no ai blog aperti da chiunque senza alcun controllo"
4 aprile 2009: "LA PROTESTA DEI BLOGGER: NON SIAMO CRITICI MA VOGLIAMO DIRE LA NOSTRA - Scarsa partecipazione alla riunione nazionale a Bologna dei cosiddetti cinebloggers. L'organizzatore Contenebbia: "Purtroppo questo weekend esce il nuovo film di David Fincher"
3 maggio 2009: "DA OGGI CHIUSI QUASI TUTTI I SITI DI CINEMA NON AUTORIZZATI - Il direttore dell'ATCI Martinelli commenta "Se tutti posso dire qualsiasi stupidaggine su tutto, allora la libertà di parola non ha più alcun senso"
4 maggio 2009: "I CRITICI CINEMATOGRAFICI DIFENDONO L'IMPORTANZA DEL LORO RUOLO - Il presidente del SNCCI Torri preoccupato perchè il dibattito sui blog oscura l'importanza della critica tradizionale: "Noi non siamo blogger""
8 maggio 2009: "VELTRONI SUL CONTROLLO DEI BLOG: I PROBLEMI DEL PAESE SONO ALTRI - Il leader PD critica il referendum proposto dai Radicali. "I controlli non sono necessariamente un male, purchè non siano arbitrari"
3 settembre 2009: "ATTIVO IL PORTALE DEL CINEMA ITALIANO - Martinelli: segnaleremo iniziative, convegni, nuove produzioni, provini e ospiteremo i blog registrati a norma di legge"

McArmond interruppe i miei pensieri.
"Che roba è?" disse.
Rimisi i ritagli nella busta.
"Cinema", borbottai.
Lui fece la sua risatina secca e mi girò le spalle.
Ne approfittai per mettermi in tasca un quadernetto che sbucava da un cassetto.
"Poi dovremmo farle comunque qualche domanda, Detective, appena passa in centrale" disse McArmond dall'altro lato della stanza.
Annuii e diedi un ultimo sguardo a Jerry e alla scritta sopra di lui.
HYPE.
Scritta nera di sangue.
Appena dentro la macchina, tirai fuori il quadernetto.
Un diario.
Mi cadde subito l'occhio su un'annotazione.
"Ci hanno scovato e ci vogliono uccidere tutti"




10.7.08

la penna rossa: wanted

Cosa vuole il lettore da un cinepost? Be', domanda difficile. La risposta seria è: dipende dal lettore. C'è chi vuole un'idea rapida, simpatica, concisa e fruibile del film. C'è chi vuole capire il posto del film nella carriera del regista. C'è pure chi vuole sapere cosa ne penserebbe Deleuze o Lacan, non lo metto in dubbio. Di sicuro, tutti vogliono una cosa: capirne i pregi e difetti.


Poi, diciamocelo, se uno sta meditando di andare a vedere la Jolie tutta tatuata che spara pallottole che curvano durante la loro traiettoria e McAvoy che strappa le ali delle api a pistolate, be', probabilmente il Nostro Lettore vuole sapere se si tratta di una cagata assoluta oppure di un'alternativa praticabile alla sede estiva del Karma, in cui l'anno scorso ha visto due ragazze che limonavano ma non ha avuto il coraggio di tentare la realizzazione della fantasia archetipica sua e dei suoi Virili Antenati, vedendosela invece soffiare da un tamarro col colletto a doppio bottone che si è infilato tra le due tipe e ha goduto dell'esperienza su cui baserà l'intera sua vita sociale per tutti gli anni a venire.


Ma vediamo se il nostro lettore trae soddisfazione dai giudizi pallettosi dei nostri amati cinebloggers.




Kekkoz - 3 pallette
Kekkoz pone subito la domanda che ha tenuto tutti sulle spine: "Immagino che in molti si saranno posti la domanda, e ancora se la stiano ponendo", dice Kekkoz. Che domanda? "che ne sarà negli states dello stile furioso di Timur Bekmambetov, il regista di Night Watch e Day Watch (e l'anno prossimo di Twilight Watch), che negli ultimi anni ha rivoltato come un calzino la percezione del cinema sovietico, aprendo una - potenziale - stagione di rinascita del cinema russo di genere e guadagnando peraltro una montagna di soldi? Gli succederà come a molti colleghi dell'area asiatica?"


Gli succederà? Boh. Una tipa non si fa più sentire perché, sostiene lei, invece di notare il suo nuovo taglio di capelli e chiederle com'era andata la giornata al lavoro, stavo lì sempre a chiedermi se all'uomo che ha rivoltato come un calzino la percezione del cinema sovietico gli sarebbe successo come agli asiatici. Per fortuna qualcuno mi capisce: son preoccupazioni.


E per Kekkoz erano ancora più serie, le preoccupazioni. Visto che è "corso" a vederlo prima dell'uscita e, per rendere chiaro a tutti che lui prende sul serio il rischio che ai russi finisca come agli asiatici (forse anche per questioni geografiche, boh), dice che l'ha visto in originale e che l'originale ha un sacco di fuck.


Però, Kekkoz, hai colto le mie preoccupazioni di spettatore, ma non mi dai la risposta. Ok, mi dici che non è un capolavoro, mi dici che ci sono i cliché, mi dici che non ci si annoia un attimo e che hai ballato sulla poltrona. Ma gli è successo come agli asiatici? Perchè io ne conosco alcuni, di asiatici, che sognano di dirigere la Jolie nuda e tatuata stesa su un lettone bianco mentre ti guarda con aria sexy.

Voto: C


GParker - 2 pallette
Una volta - avevo 16 anni - stavamo seduti sui motorini in quello slargo dove tra i 16 e i 18 anni si stava sempre seduti sui motorini senza nessuno straccio di idea di cosa fare. La profonda provincia italiana. Prima dei blog, ovviamente. A un certo punto un tizio propone di andare in un certo baretto a berci una birra. Io dico che non mi sembra una buona idea. Lui dice che invece gli sembra un'ottima idea. Io gli dico che ci sono infiniti luoghi per bere una birra e che se lui trovava ottimo il suo puzzosissimo baretto, allora toccava a lui spiegare il perchè all'intero consesso amicale seduto sui motorini e non a me spiegare il perchè no.

La filosofia alla base di questa storiella l'ho abbandonata per due terzi in una serata umidiccia di otto anni dopo, ma questa è un'altra faccenda. Quello che conta è che GParker, sui motorini, sarebbe stato d'accordo con me.

Le sue argomentazioni non fanno una grinza. L'incipit - un virtuoso anacoluto - è tutto programmatico: "Wanted è scontato dire che non mi è piaciuto per nulla". Così scontato che potremmo fermarci qua. Ma lui continua: "Sebbene basato su ottimi presupposti" - avete presente quali, no? - "si tratta comunque di un film di Bekmambetov dove quindi c'è solo azione ipertrofica senza che ci sia per questo estetica e al tempo stesso etica". Niente etica, niente estetica. "Io Bekmambetov non l'ho mai sopportato, si sarà capito", dice GParker, ed elenca una manciata di cose fastidiose (sottotitoli creativi, trovate originali rubate ad altri eccetera). Ma si tratta di un diversivo. Il punto vero è il famoso "argumentum de explicanda affirmatione" da me coniato e battezzato in quel pomeriggio di tanti anni fa. "Il suo è cinema assolutamente vuoto, talmente tanto che non dovrei stare qua a spiegare perchè non mi è piaciuto, dovrebbe essere scontato. Semmai tocca a quelli a cui è piaciuto argomentare, e bene, le loro recensioni!". E poi, io, dopo venti muniti in piedi, ero riuscito a sedermi sul comodo sellino di un 125. Eccheccazzo.


Voto: D



Iosif - 2 pallette e mezzo
Ci rendiamo conto che parlare di questo film non deve essere facile. Se Kekkoz prova a spaventare i Lettore con il suo dubbio cruciale e GParker dice "sei tu che devi dirmi perchè non è brutto", Iosif s'ispira a Lombroso, che ogni tanto torna utile. "Timur Bekmambetov [è una] person[a] poco raffinat[a]", dice. "Per renderci conto di questo basta guardarl[o] in faccia, poiché i[l suo] vis[o] corrispond[e] al [suo] cinema." Come dar torto al buon Iosif? Il faccione kazako di Bekmambetov fa ancora più paura del suo cognome. Ma chissà cosa penserebbe il buon Bek (come lo chiamano i suoi amici, tra cui Kekkoz) e i suoi scagnozzi del faccione ipertricotico di Iosif. Fossi in lui, ci penserei due volte prima di mancare di rispetto a Bek.


Voto: C-



Contenebbia - 3 pallette
Ora, una confessione. Ho riletto il post del Contenebbia diverse volte, ma non mi viene nulla da scrivere. Per riempire lo spazio, vi racconto una barzelletta. Ohdaesu deve andare a Milano ma gli si rompe il motorino e rimane per strada. Si mette a fare autostop e si ferma un tizio dalla faccia cattiva con un bolide supersonico. E' Bekmambetov. Ohdaesu sale sul bolide. Bek spinge il macchinone a velocità inaudite. Poi si ferma di colpo. C'è un cavallo zoppo sul ciglio della strada. Bek dice a Ohdaesu di aprire lo sportello sul cruscotto e passargli la .44 magnum. Ohdaesu è terrorizzato, ma passa l'arma a Bek che scende dalla macchina e spara al cavallo in testa. "Odio vedere la sofferenza", dice Bek mentre riconsegna la pistola al povero Oh. Il bolide riparte alla velocità della luce. Dopo un po', Bek avvista un incidente e blocca la macchina con gran fischi e stridii. "La pistola", ordina ad Ohdaesu. E Oh gliela dà. Bek scende dalla macchina e va a sparare ai due sopravvissuti che si contorcono dal dolore. "Odio vedere la sofferenza", dice Bek. E Oh annuisce tremante e rimette la .44 magnum nel cruscotto. Nuova corsa supersonica, nuovo animale azzoppato, stessa scena. Bum. "Odio vedere la sofferenza". Vicino Milano, Bek, lanciato come un demone che fugge da uno stormo di cherubini, prende male una curva e i Nostri si ritrovano accartocciati contro un muro. Ohdaesu, tutto rotto e sanguinante, strappato, spezzato e maciullato, riesce appena a muoversi e a parlare. "Ehi, Bek" sussurra "meno male che non ci siamo fatti niente, va".


Voto: A

3.7.08

il secondo mese di Kotionkin



S
pero che vi siete ormai affezionati a noi come noi ci siamo affezionati a voi.

Kotionkin s'avvia a cominciare il secondo mese di attività.

Che c'è di nuovo?

Be', lo sapete già:




Altre novità?

Qualcuna, sì.

Kekkoz, ha riaperto il suo TUMBLR e ne siamo felici.


I cinebloggers, al sabato mattina, invece di smaltire la sbornia del venerdì sera, sono tutti davanti allo schermo per fare a gara a chi ne sa di più. L'inquietante Trivia dei Cinebloggers.

Il mese di luglio, prima di una pausa estiva, sarà ricco di novità per Kotionkin.

Nuove interviste, ospiti speciali e fuochi d'artificio!

Disconnettetevi pure voi e nutritevi di Kotionkin!

Go Kotionkin Go!



1.7.08

inside kotionkin/1

Chi bussa alla porta di Casa Kekkoz?
E' quello che bisbigliano tutti.
Domenica, 29 Giugno 2008.
Ormai siamo tutti diventati pratici con le complicatissime procedure di sicurezza che il Direttore ci costringe a seguire per le riunioni di redazione.
Fa un caldo boia. Tony è riuscito a trovare questa specie di pinguino - una sottomarca illegibile - al mirabolante prezzo di ottanta euro. Il Direttore ci ha pensato su una settimana. Ottanta euro son sempre ottanta euro, andava borbottando, secondo fonti vicine al suo Stanzino pregno di odore di sigaro.
Poi l'abbiamo preso e l'abbiamo subito battezzato McGuffin.
Ma il McGuffin è una delusione.
Fa comunque un caldo boia.
Tony ha lo sguardo basso. Si sente colpevole. Tutti hanno sostenuto la sua causa per la frescura rivitalizzante. Qualcuno si è persino esposto personalmente, sfidando i vapori caraibici dello Stanzino ed andando a perorare direttamente col Direttore la causa modernista della climatizzazione dello Stanzone - ovvero l'arroventato locale rettangolare provvisto di grosso tavolo di latta in cui si celebrano le segretissime e coinvolgenti riunioni della Redazione di Kotionkin. Ovvero noi.
Adesso tutti bisbigliano due cose.
Chi bussa a Casa Kekkoz?
Questa è la prima.
Ho ricevuto pure degli sms.
Il tono era sempre più concitato.
Chi bussa a Casa Kekkoz? Chi cazzo bussa a Casa Kekkoz? Chi cazzo bussa nella cazzo di Casa Kekkoz? Chi cazzo bussa nella cazzo di Casa del cazzo di Kekkoz?
Quest'ultima suonava particolarmente inquietante, così si è preferito spostare la concitazione e le interiezioni verso il presunto colpevole di questa lunga, lunghissima attesa.
Che cazzo ci ha rifilato Tony con quei cazzo di ottanta euri?
Questa la seconda cosa che bisbigliano tutti.
Perchè il destino, spesso, è ingiusto. Così si dà il caso che la persona che nei bisbiglii di tutti è considerata colpevole di questo abnorme cliffhanger sia la stessa persona che ha mobilitato la quietissima Redazione per una causa - la frescura nello Stanzone - rivelatasi assai poco degna di cotanta passione.
Tony Montana.


Non vi sto certo a spiegare perchè ci chiamiamo tutti con dei nomi di battaglia.
Alla prima riunione di Redazione, alla fine di maggio, il Direttore si presentò con una lista di pseudonimi che riteneva adatti ai vari colleghi. Non vi dico le proteste e i dibattiti.
Alla fine si è deciso che ognuno si scegliesse il proprio.
Ma il Direttore, memore della lezione di Joe Cabot, aveva ragione.
Tre di noi maschietti si presentarono come Tony Montana, altri due come Jena Plissken (un altro, con aria snob, precisò che lui sarebbe stato Snake Plissken) e tutte le tre donne della gloriosa compagine annunciarono all'unisono che sarebbero state Rossella O'Hara.
Margo (che si ritrovò fortunatamente l'unico aspirante - e pertanto automaticamente proprietario - di quel nickname) storse il naso girando uno sguardo sprezzante verso tutti noi e i nostri ridicoli stereotipi di genere.
"Ve l'avevo detto", sbottò il Direttore, accendendosi il suo sigaro.
Si fece il sorteggio.
Due Tony Montana, un Jena Plissken (la convivenza di due Plissken - Jena e Snake - fu ritenuta accettabile) e due Rossella O'Hara dovettero cambiare nome.
Io, con somma ingiustizia, fui l'unico ad essere privato del diritto a un suggestivo pseudonimo.
"Tu sei lo Scrivano" sentenziò il Direttore.
"Che vuol dire?"
"Che prendi nota di quel che succede qui dentro e poi ci fai una rubrica"
La cosa, ve lo devo proprio confessare, non mi entusiasmò così tanto.
"Una rubrica su... Kotionkin?"
"Bella idea, eh?" disse il Direttore stritolando il suo sigaro tra i denti e facendosi schioccare le bretelle sul petto.
"Ma potrei almeno, che so, essere Bartleby?"
"No, caro, mi spiace. Anche a me piacerebbe avere un nickname, che ti credi? Mi sarebbe tanto piaciuto J. J. Jameson" disse il Direttore.
Non fu una grande riunione, quella.
Tutti alla fine erano contenti e, uscendo, mi battevano la mano sulle spalle.
"Wow, solo tu e il Direttore non avete un vero nome di battaglia!".
Come se fosse un privilegio.
Ma è acqua passata ormai.
Torniamo a noi.


Il povero Tony, dunque, vive il suo primo momento di declino dopo una formidabile ascesa.
Prima vince il sorteggio per il suo nickname.
Poi sforna, con l'aiuto del suo gruppo di creativi (noti come le Scimmie), la blogseries più amata dai Lettori, Casa Kekkoz.
La sua fama è a dir poco smagliante.
Le ragazze lo guardano con sguardi d'intesa e lui cammina a testa alta lanciando occhiolini a chiunque.
Ma la fortuna gira, si sa.
"Allora" dice il Direttore.
Tutti smettono di bisbigliare.
"Domenica 29 Giugno 2008, riunione numero... Scrivano?"
"Sette" dico io.
"Riunione numero sette della Redazione di Kotionkin"
Tutti annuiscono.
"Chi cazzo bussa a Casa Kekkoz?" sbotta il Direttore puntando il sigaro contro Tony.
Tutti giriamo le teste verso il pover'uomo.
Questa rubrica deve dire le cose come stanno.
Verità, verità e verità.
Questo mi disse il Direttore quando si decise che Inside Kotionkin avrebbe fatto il suo debutto nel blog e questo mi ripeto mentre scrivo queste righe.
Verità.
E come potrei servire davvero la verità senza rendervi partecipi, miei cari Lettori, degli sguardi compiaciuti, dei ghigni e dei bisbiglii di approvazione (" "cazzo" ci stava tutto, che cazzo") che scivolarono svelti verso il volto pietrificato e sudato del nostro povero Tony?
Non è stato proprio un momento edificante, bisogna dirlo.
Tony è un ragazzo simpatico.
C'è gente che lo prende in giro perchè se provi a dirgli "Plurk" lui ti dice "3 Giugno 2008, intorno alle 11 del mattino".
Sì, esatto. Il twitter di Kekkoz. Lo sa a memoria.
Volete sapere come l'ha presa quando Kekkoz ha chiuso il twitter?
Più o meno come la prese Ellen Burstyn quando cominciò a capire che non l'avrebbero chiamata a partecipare al suo programma tv preferito.
Qualcuno l'ha visto camminare da solo a notte fonda, guardando a terra e scuotendo la testa.
Ma, sapete, sono chiacchiere e pettegolezzi.
C'è chi dice che si è convinto che è tutta colpa sua e che ogni sera prova a scrivere una lettera di scuse a Kekkoz, ma poi la butta via perchè sa che non servirebbe a niente e che il Direttore lo licenzierebbe su due piedi.
Altre chiacchiere, comunque.
Il fatto è che tutti aspettano il prossimo episodio di Casa Kekkoz e Tony va dicendo che le Scimmie sono in crisi, senza twitter e senza tumblr, che dopo quattro episodi di grande successo si sono fatti prendere dal panico, eccetera.
Vi dico una cosa: io sono andato a sbirciare nella loro stanza, una notte, ed è tutto vero: stanno tutti chiusi lì dentro, a qualsiasi ora del giorno e della notte.
Scompigliati, spiritati, sudati, spettinati, stravolti.
Poveri ragazzi.
Lavorare qui dentro non è mica una passeggiata, ve l'assicuro.
Almeno io devo solo tenere aperti occhi e orecchie e raccontare.
Ma scrivere una serie, be', quella è un'altra cosa.
Insomma, tutti ghignano e bisbigliano e fissano Tony che sta per ammettere pubblicamente che l'episodio non è pronto e che il suo gruppo è senza idee.
La Tramell, poi, non sta nella pelle.
Anche questo, se verità dev'essere, ve lo devo dire.
Catherine Tramell ha le foto di Kekkoz tutt'intorno al monitor del suo computer. Lei voleva che Casa Kekkoz fosse un'appassionata storia d'amore, con Kekkoz che seduce donne forti e indipendenti e le trasporta in tumultuose vicende passionali. Se vi è mai capitato di essere oggetto di una potentissima e violenta gelosia da parte di una donna tenace e tagliente, be', forse potete farvi un'idea approssimativa di quel che dev'essere la situazione di Tony.
E poi, qualcuno ha messo in giro la voce che Kekkoz avrebbe scritto a Tony. A proposito di Casa Kekkoz.
Catherine ha accartocciato un bicchiere di plastica con tutta la coca light dentro.
Ma sono chiacchiere. La posta la apre Betty, fedelissima segretaria del Direttore e custode incorruttibile, si dice, di segreti inconfessabili. Nessuno sa davvero chi scrive a Kotionkin.
Ma insomma, Tony è nei guai.


Poi, però, fa slittare una busta sul tavolo di latta.
Questa ve la devo proprio raccontare bene.
Prima ci sono tutti questi ghigni e bisbiglii e sguardi. E c'è, soprattutto, quello di Catherine, che è tutto un fremito di rivalsa.
Poi c'è questo rumore che fa la carta marrone delle buste per documenti mentre scivola liscia liscia sul tavolo di latta, come una birra schiumosa servita dal principe dei baristi, attraversa e trascina gli sguardi di tutti e finisce quieta sotto il naso e il sigaro del nostro amato e temuto Direttore.
Il quale, dopo aver letto le prime righe del foglio che sta dentro alla busta dice:
"Ah!"
Ed è quel tipo di "Ah!" che si dice solo poche volte nella vita. Non è proprio un "Ah!" di stupore. E neppure un "Ah!" di approvazione. E' una specie di miscela rara che capita di ritrovarsi in bocca in quelle rare occasioni in cui qualcuno ti indica una soluzione per un problema che ti tormenta e hai la fortuna che non si tratti solamente di una soluzione che ti piace e a cui non avevi mai pensato prima ma anche di un qualcosa che ti mette immediatamente di buon umore, ti fa aumentare la stima per la persona che te l'ha indicata, aumenta il tuo grado di fiducia nell'umanità tutta e ti fa riconsiderare vari giudizi cattivi che hai sparacchiato nei confronti di amici e nemici nel corso degli ultimi anni.
"Ah!"
Proprio così.
E adesso tutti tacciono.

30.6.08

il confessionale: jerrygarcia

JerryGarcia, ti definiresti uno sborone?
Come primo impulso sì, ma poi sono molto più umile. Ma solo perché voglio evitare figuracce. Per dire, non mi presenterei mai come "il più grande esperto di...".

Secondo te se facciamo un sondaggio tra i tuoi lettori, viene fuori che sei uno sborone?
Probabile. Anzi, sicuro

E in cosa sbagliano?
In niente, solo che a me non interessa se uno è sborone o meno, basta che ci capisca di quello che fa. Come il dr. House.

Pensi di capirne molto di cinema? Sei il Dr. House dell'analisi filmica?
Più che capirne, tento di capirci. Anche perché se non si conoscono i meccanismi cinematografici, è come voler leggere un libro senza saper leggere. E’ proprio uguale.

Quindi tu li conosci bene?
La strada è luuuuuuunga, ma incomincio. So distinguere cosa è cinema da ciò che non lo è.

Però l'atteggiamento assertivo dei tuoi post e quello aggressivo di certi commenti sembra essere quello di uno che ha già le risposte.
Be', a molte delle questioni alzate dai cineblogger, ho già le risposte, dato che le domande in sè non hanno senso di esistere.

Come mai hai scelto di studiare legge?
Devo essere sincero?

Certo, è il confessionale.
Non avrei potuto fare altro

In che senso? Non sei capace di fare altro che l'avvocato o il giudice o non so che?
Magari fossero solo queste le carriere. Dopo il primo anno mi ero convinto di fare il concorso per la Banca d'Italia; dopo il secondo, il concorso per le Camere;dopo il terzo, l'avvocato.

Quindi farai l'avvocato?
Avvocato+consulente legale+professore=$. Penso che tenterò la carriera d'avvocato.

Quindi hai scelto legge perchè speri di fare soldi?
Mmm, devo essere sempre sincero con me stesso: facoltà scientifiche non avrei potuto farne (al Liceo ho avuto scarsissime nozioni di matematica, fisica, biologia e chimica... non sto scherzando, senza la calcolatrice sarei perduto). Di letterarie, nemmeno a parlarne, non tanto per l'assenza di sbocchi lavorativi, ma perché mi avrebbero traviato

Cioè?
Passo la mia vita a fuggire dalle istituzioni culturali: a scuola andavo benissimo, ma andavo un giorno sì e venti no. Ora, all'università, avrò sì e no frequentato una decina di lezioni - e mi sto tenendo largo - e ho una media superiore a chi invece passa la propria vita in facoltà.

E cosa c'entra questo con il non scegliere le materie letterarie?
Perché a Lettere e Filosofia o al DAMS o ... (mettete voi la facoltà) insegnano l'Arte, la Cultura, la Filosofia. L'Arte è il luogo di un discrimine, come nel cinema: ciò che è arte e ciò che non lo è...ciò che è cinema d'Autore e ciò che è invece intrattenimento e andrebbe guardato dall'alto. Insomma, insegnano a pensare, non a fare.

Bah, ammesso che sia così, potevi fare materie letterarie e non andare in facolta' come fai adesso, ma usare il tuo tempo per studiare quello che ti piace invece che la procedura civile. Il cinema ad esempio. Che dici?
No, perché le istituzioni mi avrebbero seguito a casa, con i loro pessimi libri. Il manuale di Procedura non è altro che un resoconto del codice, delle successive leggi e sentenze. I manuali di diritto riportano i fatti e quando non lo fanno, passo alla riga successiva.

Ci stai dicendo che per la tua passione cinematografica è meglio usare i ritagli del tempo della procedura civile che non il tuo tempo?
Io non ho ritagli di tempo, ho il tempo e lo suddivido: che ci crediate o no, passo probabilmente lo stesso tempo a studiare, a leggere, a vedere film, a sentire dischi, a vedere la tv, a stare al pc, ad andare in palestra.

Ma il diritto ti piace?
Perché, il cinema mi piace?

Non saprei, era la prossima domanda
Per poter analizzare con serenità le cose, queste non vanno amate riuscireste mai a trovare i difetti del/la vostro/a amato/a? Per questo non si può essere cinefili.

Ok, allora riformulo la domanda, vostro onore: ti piace studiare diritto e ti piace l'idea di occuparti di diritto come lavoro?
Allora, studiare diritto è per il 50% noioso e per il restante 50$... ops, 50% utilissimo e interessante e l'idea di occuparmi di diritto per lavoro mi esalta.

Se ammetti serenamente che è solo per i soldi passiamo ad un altro argomento.
Ma anche se studiassi cinema, sarebbe solo per soldi. Se fossi stato in America, probabilmente avrei studiato cinema. Là c'è un'industria e un mercato. Da noi pure c'è, ma è molto più piccolo e disprezzato.

Non ti passa per la testa che, visto che hai un blog che parla di cinema, saresti soddisfatto di frequentare gente che si interessa alle tue stesse cose in modo approfondito? di scambiare idee? di confrontarti? o pensi che studiare qualcosa è solo attrezzarsi per il mercato?
Per l'ultima tua domanda, rispondo di certo affermativamente. Per il resto: non sarei per nulla soddisfatto di frequentare gente che si interessa al cinema nella maniera in cui lo insegnano all'università, di gente che legge Eco e pensa che sia la bibbia, di gente che studia la storia del cinema!

Frequenti molti studenti di cinema?
Non molti, ma alcuni sì e all'università vedo quelli che studiano al DAMS

E come ti sembrano?
Sinceramente?

Ovvio
Perdono il loro tempo. Dopo 5 anni non sapranno fare cinema e non sapranno nemmeno che cos'è il cinema. Al DAMS insegnano tutto fuorché il cinema, che non è la storia del cinema. Al DAMS gente come Bazin, Metz, Deleuze o Canudo viene vista con la puzza sotto al naso.

E' opinione diffusa tra i giuristi che a giurisprudenza non insegnino nessuna professione giuridica, quindi mi sembra lo stesso.
Hai ragione! Ma purtroppo l'ho scoperto troppo tardi. Tornando indietro farei Comunicazione o Statistica o Economia.

Chi ci capisce di cinema tra i cinebloggers?
Domanda difficile. Uno solamente, della Connection.

Vogliamo il nome. Questo è il confessionale
Ma in che senso ci capisce? Per dire, non sottoscriverei nessuno dei post della Connection (cosa che farei ampiamente con, che ne so, gli articoli di Sergio Sozzo di Sentieri Selvaggi/Close-up), però Honeyboy è più sulla mia linea d'onda. (Delirio non è più nella Connection).

Stai dicendo che chi non è sulla tua linea d'onda non ci capisce un cazzo?
Ma nemmeno Honeyboy è sulla mia linea d'onda! Ma sta cominciando a capire. Lo è di più, ma non lo è totalmente.

Dimmi qualcuno che non è sulla tua linea d'onda ma diresti che ci capisce di cinema.
Nella Connection, nessuno. Fuori, Simone Emiliani di Sentieri Selvaggi, Leonardo Lardieri sempre di Sentieri Selvaggi, Filippo Mazzarello di Linus/ViviMilano (che però odio), Mazzarella, ops a volte, Giona Antonio Nazzaro di Rumore/FilmCritica/FilmTv, Alberto Pezzotta, Pier Maria Bocchi di ... (non so più dove scrive!).

Ti definiresti un tipo a cui piace il dialogo e il confronto e che si sente stimolato dalle opinioni altrui?
Mi piace il dialogo che porta a qualcosa. Se leggete i commenti di tutti i cineblog, c'è solo una ressa di gente che esprime pareri come al bar e poi finisce tutto a tarallucci e vino: "vabbè, comunque 'de gustibus'". Ma vaff...! De gustibus un paio di ...!

Qui si possono dire le parolacce. Perchè non li hai mai chiusi i commenti?
Bella domanda.Perché spero sempre che qualcuno possa trovare utile (e non piacevole) un mio post, ma siccome non succede, forse dovrei chiuderli.Poi in fondo litigare mi piace. Mi alleno da avvocato.

Oh, finalmente l'hai detto.
Voi ci scherzate, ma a volte vorrei proprio metterla sul piano fisico, tipo duello medievale.

Pensi di vincere? Sei un tipo fisicamente forte?
Alzo 100kg su panca piana, 120kg a stacchi, 20kg per manubrio di bicipiti... oddio, adesso sembro un personaggio di Bret Easton Ellis o di Craig Davidson

Ok, ok. Hai mai comprato fiori per una ragazza?
Certo.

E per un ragazzo?
No.

Il tuo migliore amico che studia?
Per me il miglior amico non esiste.

Ok. Hai molti amici cari che condividono le tue passioni per il cinema e per i muscoli?
Aspe', io non ho la passione per i "muscoli", ma per il corpo (in forma). Comunque, abbastanza.

Sei single?
No.

La tua ragazza legge il tuo blog?
A volte e mi prende in giro

Per cosa?
Perché mi comporto come un nerd. Ma dal Cinepugno, la situazione è molto migliorata.

Perchè?
Perché praticamente adesso non "parlo" più con nessuno.

Non t'immischi coi nerd senza muscoli?
Sono loro a non immischiarsi più con me. Io non discrimino chi ha poca cura di sè. E’ chi ha poca cura di sè che discrimina tutti gli altri oltre a se stesso. Ad esempio, quando vado dicendo che Sylvester Stallone è un grandissimo regista (superiore a generazioni e generazioni di registi più blasonati), vengo visto come un pazzo. E perché nessuno crede che Stallone sia un immenso cineasta?

Perchè?
Perché a scuola e all'università (oltre che in famiglia) hanno insegnato che chi è un bodybuilder è automaticamente un deficiente. Stallone prende Ken Loach e se lo mangia a colazione, per non parlare dei Coen o... che ne so... di Antonioni!

Quindi è solidarietà da spogliatoio?
No, è libertà di giudizio.

Ti senti un libero incompreso in mezzo a masse di ottusi?
Secondo voi il tanto osannato Tullio Giordana come li avrebbe diretti i Transformers?

A noi Tullio Giordana non piace
Vabbè, parlavo in generale.

Pensi che Michael Bay sia un bodybuilder? O parli di cinema muscolare in generale?
Un bodybuilder no (è troppo secco), ma un bell'uomo che si gode la vita sì. Poi per me non è questione di cinema d'azione o muscolare: è questione che il cinema è azione!

Dollari, macchine e donne?
Vabbè, ma quelli sono stereotipi per poter comunicare più direttamente col pubblico.

Vivi coi tuoi?
Sì.

Lo trovi un limite per la tua libertà e per goderti la vita?
Certo, ma se non mi mantenesse mio padre, una vita nemmeno l'avrei!

A che età hai perso la verginita'?
Tardi, troppo tardi: 19 anni. Però poi mi sono rifatto.

Non ne dubitiamo. Hai successo con le donne?
Abbastanza.

Cioè? In questi tuoi quattro-cinque anni di attività sessuale quante ne hai avute a occhio e croce?
Posso dire sempre con la stessa? Sono all'antica, lo so. Il fatto è che proprio non sento il bisogno di altre donne.

E per “successo con le donne” che intendi? Che ti lanciano sguardi d'intesa mentre passeggi a Villa Torlonia?
Vabbè, prima dei 20 anni uno mica è eunuco?! E poi mi potrebbe leggere la mia ragazza, insomma.

Ci stai dicendo che la tradisci? o cerchi di uscirtene con l'aria da bullo?
Certo che non la tradisco!

Ok, quindi bullo, diciamo.
Ciò non vuol dire che però le altre ragazze non ci provino con me.

Ok, ok, ci crediamo.
Vi devo menare?

Guarda, abbiamo assunto un culturista molto muscoloso proprio prima dell'intervista, fossi in te starei attento. Hai votato alle ultime politiche?
PD, ma me ne pento.

Perchè?
Perché pensavo che Veltroni fosse molto più abile

Cioè pensavi che potesse vincere?
E soprattutto perché è come se avessi votato la Connection. "Non è un paese per vecchi è un capolavoro, ma anche no".

Tornando indietro che voteresti?
Potessi rivotare, voterei Di Pietro. Sapete perché mi pento veramente?

Dicci.
Perché ho fatto come i tipici borghesi di sinistra, che pensano a destra ma votano a sinistra per sentirsi a posto con la coscienza.

Ti ritieni di destra, come idee?
E chi non lo è? Di certo sono più a destra che a sinistra ma ho sempre votato a sinistra

Sei contento sotto sotto che ha vinto Alemanno a Roma?
Fosse stato un politico abile ed esperto, sì. Anche se sembra aver iniziato bene.

Con la via ad Almirante?
Ma chi se ne frega delle vie, sinceramente. Se Roma diventasse più vivibile (impossibile), potrebbe dedicare una via anche a Satana, per quanto mi riguarda.

Dicci qualcosa su UnoDiPassaggio
Talento letterario ma non lo leggo più.

Souffle
'azz. Fissato.

Kekkoz
Il nuovo Mereghetti. Non so se è un complimento.

Para & Chimy.
Para e Chimy sono due geni! Specialmente Para. La migliore coppia dai tempi di Stan Laurel e Oliver Hardy! Comunque, non li leggo.

Miss Vengeance
Una Violetta Bellocchio in erba.

Violetta Bellocchio
Una Irene Bignardi in erba

Rob the Critic
Ha studiato al DAMS.

Cinemasema
Bo'. Posso tornare a Souffle? Voglio citare il grande Murda a proposito di un commento di Souffle su Il divo: "è inaccettabile perchè non ci sono omosessuali?". Riassume tutto: se lo critichi, critichi tutti gli omosessuali.

Honeyboy
Giovane e bravo, ha enormi potenzialità ma deve imparare a essere meno aneddotico e più coraggioso quando c'è da prendere posizione.

Trino
Non lo leggo più, né mi ricordo com'era.

Tre cineblogs che leggi sempre
Due e basta: Honeyboy e Ohdaesu (ma non perché parla di cinema). Gli altri li leggo per incazzarmi.

Ti piace incazzarti?
No, perché mi fa male, but it keeps me alive. Perché mi ricorda che ho ragione.

E ti fa pompare di piu' in palestra, di’ la verità.
No, per poter pompare di più in palestra serve il testosterone, e quindi un po' di porno.

Hai mai visto più di un minuto di un porno gay?
Più di un minuto no, ma mi è capitato per sbaglio di vederne qualche thumbnail.

Ti sei fermato in tempo tu o si è finito il video?
In tempo, in tempo.

I tuoi tre film dell'isola deserta.
Dipende. Se sull'isola ci sono finito da solo, allora direi: Chemistry 4: The orgy edition di Tristan Taormino, Naked housewives di Chuck Lords e Stalker... di Eli Cross. Se invece fossi in buona compagnia, pensate che mi metterei a guardare un film?

I tre libri.
I libretti dei dvd di cui sopra valgono? Altrimenti mi porterei un libro solo: L'uomo che cade di DeLillo. Ma se mi permettete, vi correggo: la domanda dovrebbe essere “E i tre serial televisivi?”. Questi sì che sono i veri successori della letteratura: allora mi porterei Dr. House, Dexter e, sulla fiducia, il venturo Fringe di J. J. Abrams, Alex Kurtzman e Roberto Orci: dei veri geni.

Il tuo ultimo concerto.
I Sunny boys al Geronimo's Pub di Marino, una cover band dei Beach boys. L'ultimo concerto “ufficiale” è stato quello dei Dream Theater al PalaLottomatica: pessima acustica e pessimo James LaBrie o James LaLagna, come lo chiama il grande Richard Benson... è vero, ecco qual è stato il mio ultimo concerto: quello di Richard Benson all'Alpheus! Non sono nemmeno entrato, si sono messi a tirare frutta, verdura, uova e teste di porco addosso all'entrata e alla fine è arrivata la polizia.

Ci hai detto che ti piace il confronto, ma tutti ricordano quando hai cancellato il thread con il battibecco tra te e Alessandro Baratti degli Spietati. Non ti sembra una ritirata sleale e un po' codarda?
Innanzitutto ho detto che mi piace il “confronto che porta a qualcosa”. E quello con Baratti non ha portato a niente, se non alla pietosa scena di un accademico che tenta di difendere una sua recensione a colpi di Casetti ed Eco (avete presente quel discorso che facevo sul DAMS e sul cinema che insegnano all'università?...). Più che una ritirata sleale, gli ho fatto un piacere. E poi per la precisione, non solo ho cancellato i suoi commenti ma lo ho anche bannato dal mio blog!
E comunque mica sono l'unico che ci ha litigato, solo che gli altri generalmente si impietosiscono di fronte alle sue scenate patetiche tipo “sono un fallito”, “non ci capisco una mazza” bla bla bla. Prima regola: mai sminuire se stessi, perché si sminuisce anche il lettore (se chi scrive è stupido, figurati chi legge! “Scemo chi legge”).
Inoltre mi aveva puntato da tempo perché mi ero permesso di consigliare a Honeyboy e Souffle qualche libro di vera teoria cinematografica, solo che Honeyboy e Souffle erano (il secondo lo è ancora) suoi aficionados e quindi sapete bene come va: il cliente ha sempre ragione.
Poi mi chiedo: come prendere sul serio uno che scrive per una community chiamata Gli spietati che stronca sistematicamente ogni film di Eastwood? Sanno cos'è una linea editoriale? Sanno cos'è il cinema? Perché stroncare Eastwood fa venire il dubbio che di cinema non è che ci capiscano molto...
E poi su, Francesco Casetti! Ma scherziamo?! “Cinema e modernità”: Fritz Lang sarebbe moderno? Su su... Vogliamo parlare di cinema della modernità? Allora dobbiamo menzionare Shyamalan, Mann, Gibson.

L'ultimo regalo che ti hanno fatto.
Uno smartphone: il Nokia N95 8gb, una vera bomba! Le email ve le scrivo con quello.

L'ultimo regalo che hai fatto.
In rainbows dei Radiohead a un mio carissimo amico.

L'ultimo spettacolo teatrale.
State scherzando, vero? Nel 2008, con L'incredibile Hulk nelle sale, stiamo ancora parlando di teatro?! Stendiamo un velo pietoso. Anche perché il cinema è legato alla tecnologia e quindi progredirà sempre, mentre il teatro dipende dall'uomo e quindi è già morto. Per non parlare della sudditanza teatrale alla percezione umana del movimento, una percezione paradossale e contraddittoria (sezioni immobili+movimento astratto=illusione di movimento). Il teatro è statico, dipende dal movimento scenico: nel cinema, anche di fronte a un profilmico immobile, il movimento può essere dato dai movimenti di macchina o dal montaggio. Il teatro può essere sperimentale, mentre il cinema lo è sempre, per sua natura.

I tuoi hobby oltre a cinema e palestra.
Sentire dischi (ne ho più di 1000, per non parlare degli mp3), suonare la mia Fender Strato (da solo o nel mio gruppo, The starlight machine: in origine un progetto glam metal a cinque elementi, ora un duo progressive), soffrire/gioire per l'A.S. Roma, guidare auto di lusso (l'ultima è stata una Ferrari F430 Spyder, ma non sono mie! Lo dico per quelli dell'Anonima Sequestri in ascolto: ho degli agganci con un noleggiatore), seguire il progresso tecnologico, appassionarmi ai serial televisivi, vestirmi bene (dovremmo fare anche un discorsetto sulla moda: l'unico mezzo per risaltare sugli altri conformandosi agli altri... anche se tutti sanno che quando una cosa va di moda, di moda non lo è più). Sì, lo so, sembro un incrocio fra Bruce Wayne (versione Michael Keaton), Tony Stark e Gregory House: ma io sono molto più grosso.

Cosa ne pensi di Kotionkin?
Che siete bravi e simpatici, e il progetto è interessante, ma di cinema sembrate capirci quanto quelli della Connection. Anche perché non ho ancora capito se l'ultimo di Shyamalan vi è piaciuto e perché. L'ultimo di Shyamalan che, per inciso, è un capolavoro assoluto. Secondo te chi c'è dietro Kotionkin?Quando Delirio mi avvertì del vostro blog, pensai subito al grande Ciaruffoli: anche se dopo avervi letto, risulta chiaro come la luce del sole che non potete essere lui. Ecco, vi do un consiglio, se mi permettete: leggetevi gli articoli di Ciaruffoli sui Duellanti quando recensiva i cineblog, là sì che c'era da divertirsi. Comunque ho la sensazione di conoscervi... anche personalmente.

Sei felice?
Avete sbagliato persona: mi chiamo Fabrizio, non Felice.